Roma, 17 ottobre 2025 – A partire dall’esempio di Roma, gli esperti del Gruppo Seipa, realtà impegnata dal 1968 nell’attività di fornitura di materiali e servizi per le attività di costruzione e demolizione (C&D), hanno calcolato il costo e l’impatto nazionale dei cantieri stradali e il potenziale risparmio che si potrebbe ottenere adottando una logistica circolare: meno estrazioni di risorse naturali, meno traffico e più riciclo per città più vivibili e in linea con PNRR e “Fit for 55”, il pacchetto legislativo dell’Unione Europea per centrare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.
A Roma ogni anno si aprono tra i 300 e i 600 cantieri stradali, per un volume complessivo di circa 1,2 milioni di tonnellate di fresato d’asfalto ed altri materiali inerti da movimentare. Questo si traduce in oltre 55.000 viaggi di camion su rete urbana (8 mila chilometri di strade), con un costo operativo stimato in oltre 60 milioni di euro l’anno e un costo ambientale aggiuntivo che può superare i 150 milioni di euro, dovuto a traffico, consumo di carburante ed emissioni di CO2. Sono i dati che emergono dalle elaborazioni interne del Gruppo Seipa.
Applicando questi parametri all’intera rete nazionale di strade comunali urbane (180 mila chilometri), si arriva a calcolare 1,24 milioni di viaggi di camion su rete urbana, con un costo operativo stimato in oltre 1.350 milioni di euro l’anno e un costo ambientale aggiuntivo che può superare i 3.375 milioni di euro, dovuto a traffico, consumo di carburante ed emissioni di CO2. Il volume complessivo sale così a 27 milioni di tonnellate di fresato d’asfalto ed altri materiali inerti da movimentare.
«Il modello attuale di manutenzione è costoso e poco sostenibile: ogni tonnellata di asfalto rimosso genera trasporti, conferimenti e nuovi prelievi in cava, moltiplicando i viaggi e allungando i tempi di ripristino» spiegano gli ingegneri del Gruppo Seipa.
«La nostra analisi —proseguono— dimostra che ottimizzando la logistica e impiegando aggregati riciclati ad alte prestazioni si può ridurre del 32% la spesa complessiva e del 35% i costi operativi. Nel caso della città di Roma si passerebbe da 55 a 18 mila viaggi di camion ogni anno, abbattendo le emissioni di CO2 di circa 7.500 tonnellate».
Un approccio che va sia nella direzione indicata dal PNRR, che finanzia la manutenzione stradale e promuove l’uso di materiali circolari attraverso i CAM (criteri ambientali minimi), sia dagli obiettivi dell’Unione Europea che chiedono di recuperare e reimpiegare almeno il 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione entro il 2035.
Oggi in Italia il tasso di riciclo degli inerti è certamente tra i più alti d’Europa (98%), ma il riuso effettivo rimane fermo allo 0,4%: il modello Seipa, con un tasso di sostituzione al 52%, dimostra che è possibile invertire la tendenza.
«Ogni giorno di cantiere in meno significa meno traffico, meno rumore e meno stress per cittadini e imprese. Non è solo una questione di efficienza economica, ma di qualità della vita: trasformare i cantieri da emergenza continua a interventi programmati e circolari è un passo obbligato per una città come Roma e per tutte le grandi città italiane» sottolineano gli esperti del Gruppo Seipa.
Il modello Seipa integra 3 pilastri: impianti 4.0 per produrre aggregati riciclati certificati; logistica ottimizzata per ridurre al minimo la movimentazione e sistemi digitali di tracciabilità per monitorare ogni fase del processo. Un modello che, se adottato su larga scala, potrebbe diventare un benchmark nazionale per la manutenzione urbana, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e generando risparmi diretti per decine di milioni di euro ogni anno.
«Oggi la tecnologia e i materiali ci consentono di ripensare radicalmente il modo in cui gestiamo le infrastrutture urbane. Con meno cave, meno camion e più riciclo possiamo dare alle città un futuro più efficiente, più sicuro e più sostenibile. Il PNRR è un’occasione storica per trasformare questo modello in realtà» conclude la direzione del Gruppo Seipa.
