Vittoria. 26 agosto 2026
Una telefonata, una voce apparentemente familiare e una storia costruita per generare paura e confusione. È così che, nei giorni scorsi, un’anziana di 90 anni residente a Vittoria sarebbe stata raggirata da alcuni truffatori. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri.
La donna, che vive da sola ed è perfettamente autonoma, ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso da un uomo che, con voce sofferente, si è spacciato per il nipote. Il sedicente familiare le ha raccontato che era accaduto qualcosa di gravissimo ai suoi genitori, facendo leva proprio sulla preoccupazione della donna.
L’anziana, sapendo che il figlio e la nuora sarebbero usciti la sera precedente, ha creduto alla storia. A quel punto il falso nipote ha rincarato la dose: avrebbe riferito che i genitori erano stati arrestati e si trovavano presso una caserma dei carabinieri e che, per risolvere la situazione, era necessario consegnare immediatamente del denaro a una persona che sarebbe passata a ritirarlo.
Per rendere il raggiro ancora più credibile, nella telefonata sarebbe intervenuto anche un uomo presentatosi come maresciallo dei carabinieri, che avrebbe rassicurato la signora, convincendola che consegnare il denaro fosse la soluzione per evitare ulteriori problemi.
La donna ha consegnato i pochi soldi che aveva in casa. Ma la richiesta non si è fermata lì, i truffatori hanno iniziato a chiedere anche l’oro e gli oggetti preziosi che possedeva.
Nel frattempo, l’anziana ha cercato più volte di contattare il figlio o altri familiari, ma il telefono fisso sembrava non consentirle di effettuare le chiamate. Una circostanza che, unita alla paura e alla concitazione provocate dai malviventi, l’ha resa ancora più confusa e vulnerabile.
Alla fine, la signora ha consegnato anche i suoi gioielli alla persona che si era presentata a casa per ritirare il denaro.
È una vicenda che, al di là del valore economico di quanto sottratto, colpisce soprattutto per la modalità con cui i truffatori riescono a manipolare persone anziane facendo leva sugli affetti più cari: figli, nipoti e familiari.
Il caso rappresenta un ulteriore monito, soprattutto per le persone anziane e per i loro familiari.
Nessun vero carabiniere, poliziotto, avvocato, bancario o familiare chiederà mai di consegnare denaro o oro a uno sconosciuto per “risolvere” un arresto, un incidente o un problema giudiziario.
Di fronte a una telefonata di questo tipo, anche se la voce sembra quella di una persona conosciuta, è fondamentale interrompere la conversazione e chiamare immediatamente il familiare interessato utilizzando il proprio numero abituale. Se non si riesce a contattarlo, bisogna chiamare direttamente il 112 e chiedere di verificare la situazione.
Soprattutto, non bisogna mai aprire la porta né consegnare soldi, gioielli o altri beni a persone sconosciute.
I truffatori puntano sulla fretta e sulla paura per impedire alla vittima di ragionare con lucidità. Per questo è importante parlarne, informare gli anziani e ricordare loro una regola semplice: se qualcuno al telefono chiede denaro o preziosi per aiutare un familiare in difficoltà, bisogna fermarsi e verificare personalmente prima di fare qualsiasi cosa.
La prevenzione e la conoscenza di questi raggiri possono davvero evitare che altre famiglie vivano una situazione simile.