VITTORIA. 25 gennaio 2026
Il territorio vittoriese torna al centro di uno scenario che desta forte preoccupazione non solo a livello locale, ma anche nazionale. Le informazioni che emergono e che saranno al vaglio della Commissione regionale antimafia, delineano un quadro inquietante: un possibile salto di qualità delle organizzazioni criminali operanti nel Sud Est siciliano, con il mercato ortofrutticolo di Vittoria come snodo di interessi milionari.
Secondo quanto raccontato, in più puntate, dal giornalista vittoriese Peppe Bascietto, da anni residente fuori dalla città per motivi di lavoro, dietro le quinte si starebbe consumando una ridefinizione degli equilibri criminali. Una sorta di “summit” ad alto livello, che avrebbe visto la convergenza di soggetti appartenenti a diverse matrici mafiose e criminali, vittoriesi legati alla mafia storica, gruppi albanesi e altre componenti dell’imprenditoria criminale nazionale.
Il punto nevralgico resterebbe il mercato ortofrutticolo, una delle piattaforme economiche più importanti del Mezzogiorno, capace di muovere ogni anno centinaia di milioni di euro. Controllarne i flussi, sia leciti che illeciti, significa dominare una parte fondamentale dell’economia agroalimentare, ma anche disporre di canali privilegiati per il riciclaggio di denaro, e, secondo le fonti citate, per il traffico di stupefacenti, in particolare cocaina.
Tra gli elementi più allarmanti che emergono dai racconti di Bascietto vi sarebbero ipotesi di regolamenti di conti imminenti, con “nomi segnati” e un innalzamento del livello di violenza. Si parlerebbe inoltre di una richiesta estorsiva senza precedenti ai danni del mercato, la più rilevante degli ultimi trent’anni, segnale di una criminalità che non si accontenta più di percentuali marginali ma punta a un controllo diretto e strutturale.
Il rischio maggiore, però, è lo scontro. Da un lato le nuove organizzazioni, spesso più fluide, transnazionali, con enormi disponibilità finanziarie e una spregiudicatezza che non conosce codici “tradizionali”. Dall’altro la vecchia mafia, che vede erodersi il proprio dominio storico e non sembra disposta a cedere terreno senza reagire. Una miscela esplosiva che potrebbe trasformare Vittoria in un campo di battaglia criminale, con effetti destabilizzanti sull’intero territorio provinciale e oltre.
La convocazione di Peppe Bascietto davanti alla Commissione regionale antimafia, fissata per mercoledì 28 gennaio p.v. rappresenta un passaggio delicato. Non si tratta solo di verificare la fondatezza delle sue fonti, che, per quantità di dettagli e coerenza, appaiono tutt’altro che improvvisate, ma di comprendere se ci si trovi di fronte ai segnali premonitori di una nuova stagione di violenza e infiltrazioni sistemiche.
In gioco non c’è soltanto la sicurezza di Vittoria. Quando gruppi criminali di diversa etnia e provenienza si contendono affari milionari su scala internazionale, il confine tra locale e globale salta. Il rischio è che il territorio diventi un laboratorio criminale, capace di influenzare dinamiche più ampie, dai traffici di droga alle economie legali del Paese.
Per questo, oggi più che mai, l’attenzione delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della società civile deve restare altissima. Perché la storia insegna che quando la mafia alza il tiro, il prezzo più alto lo paga sempre la comunità.
Questi segnali descritti, sono da verificare e controllare, la sicurezza dei cittadini vale molto più di qualunque “affare”.