Vittoria. 14.04.2026
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.

La candidatura del Sindaco Aiello non significa che non esista un dopo, né che manchino a Vittoria persone valide, talentuose, con doti politiche e qualcosa da dire. Chi lo afferma, di fatto, scredita me e chi in questi anni ha creduto in questo progetto e ci ha messo la faccia facendo innumerevoli sacrifici.
Il punto è semplice: il “dopo Aiello” non è un problema. Non è un vuoto. Non è un’assenza. Il “dopo” esiste già ed è fatto di persone che hanno lavorato, che conoscono la città, che hanno idee, capacità e responsabilità.
Sostenere oggi la candidatura di Aiello non significa negare questo. Significa, al contrario, riconoscere che la politica non è una corsa individuale né una gara a chi arriva prima. È un percorso fatto di continuità, confronto e crescita collettiva.
Il rischio vero è un altro. È quello di trasformare le candidature in trampolini di lancio, in passaggi intermedi per ambizioni personali, regionali o nazionali. Non per risolvere i problemi della città, ma per “sistemarsi”.
Vittoria non può permetterselo perché ha bisogno di una classe dirigente che non scappi, che non usi la città come mezzo, ma che scelga di restare e di affrontarne la complessità.
La democrazia non è offendere un Sindaco che in questi anni ha lavorato a testa bassa e non vuole fuggire di fronte al giudizio dei cittadini.
Ogni forza politica ha il diritto di esprimere il proprio candidato e la vera sfida sarà fare sintesi e trovare l’unione per difendere un progetto politico che sarà il vero “dopo”.
Per questo la candidatura di Aiello va letta per quello che è: una disponibilità, non un punto di arrivo o un trampolino di lancio.
Poi, come è giusto che sia, sarà la città a decidere. Perché la democrazia è tutta qui: nel coraggio di presentarsi e nell’umiltà di accettare il verdetto.
Roberta Sallemi

Di Redazione

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