17 Giugno 2024

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Vittoria. Il delitto Matteotti e i “favori” concessi a gerarchi e simpatizzanti del regime.

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Da: Terramatta
Il blog di Giorgio Stracquadanio
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Matteotti, Pennavaria e la nascita della provincia di Ragusa.

100 anni fa, il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti, deputato, giornalista e segretario del Partito Socialista Unitario, venne rapito a Roma e ucciso per ordine di Mussolini. Quel pomeriggio Matteotti si stava dirigendo a piedi verso Montecitorio quando fu costretto da diversi individui ad entrare per forza in un’auto. Si scoprirà poi che i suoi rapitori erano appartenenti alla polizia politica del regime. Il suo corpo verrà ritrovato il 16 agosto in un bosco a pochi chilometri da Roma. Matteotti fu ucciso a causa del discorso del 30 maggio 1924, dove denunciò i brogli elettorali attuati dal nascente regime fascista. Ma secondo lo storico, prof. Mauro Canali, pare che Matteotti sia stato ucciso anche perché stava per denunciare uno scandalo finanziario. La compagnia petrolifera americana, Sinclair Oil, avrebbe pagato delle tangenti indirettamente a Mussolini, ma anche a gerarchi fascisti e a esponenti dei Savoia, per ottenere lo sfruttamento di alcuni giacimenti petroliferi italiani che interessavano anche ad una compagnia inglese. la Anglo Iranian Oil. Matteotti era entrato in possesso dei documenti che comprovavano la corruzione e ne voleva fare oggetto di un suo intervento alla camera l’11 giugno del 1924. Il giorno prima verrà sequestrato e ucciso. I documenti di cui era in possesso spariranno. I giacimenti petroliferi che la Sinclair Oil avrebbe potuto sfruttare, per cinquant’anni e con esenzione di imposte, si trovavano in Emilia Romagna e Sicilia. Ad onore del vero va detto pure che nel novembre del 1924, nel pieno della vicenda Matteotti, Mussolini revocherà le autorizzazioni alla Sinclair.
L’altipiano ibleo, in particolare l’area ragusana, è da sempre un ottimo serbatoio di idrocarburi. Guarda caso la Sinclair aveva predisposto un piano di prospezioni geologiche nell’altopiano di Ragusa, è quindi, molto probabilmente, i giacimenti petroliferi siciliani a cui la Sinclair Oil era interessata a sfruttare erano quelli del nostro territorio. Filippo Pennavaria, “duce di Ragusa”, è un ricco banchiere che ha imposto il fascismo nell’area iblea anche con la violenza delle sue squadracce, alla maniera di Farinacci, Balbo, Finzi, etc. E’ diventato in pochi anni punto di riferimento politico del territorio ibleo. Il ras del fascismo ragusano poteva non sapere degli interessi della compagnia petrolifera Sinclair Oil? Pennavaria, nell’Aprile del 1924 viene rieletto deputato e pochi giorni prima del discorso di Matteotti gli verranno affidate le funzioni di segreteria del comitato direttivo del gruppo parlamentare di maggioranza. Grazie a questo incarico vivrà la forte crisi politica generata dall’assassinio di Matteotti. Pennavaria, forte di questa carica, accoglierà con assoluta riservatezza l’incalzante successione di avvenimenti fino al 3 gennaio del 1925 (Mussolini si assumerà la responsabilità politica su quanto è accaduto) diventando, su questa vicenda, uno dei “collaboratori” più fidati del duce. Dal 1925 in poi a Ragusa verranno finanziate molte opere pubbliche, sarà una delle città del Mezzogiorno che riceverà più attenzioni da parte del regime. Le prime e più significative sono: la Stazione ferroviaria, l’acquedotto, l’ospedale, l’ammodernamento degli impianti estrattivi d’asfalto. Il 6 novembre 1926 Pennavaria verrà nominato sottosegretario alle poste e telecomunicazioni e un mese dopo, il 6 dicembre 1926, lo stesso Pennavaria annuncerà la costituzione della nuova provincia di Ragusa. Ma tutto questo verrà concesso per la fedeltà e i servizi resi a Mussolini ??? Agli storici il compito di dipanare questa tesi intrigante.

L’Amministrazione comunale ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. A molti potrà sembrare un fatto simbolico o ideologico, invece è un atto importante. Dopo 100 anni Vittoria, seguendo l’esempio di altre amministrazioni, stralcia dal proprio presente una delle pagine più buie della storia d’Italia.
G. S.

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