Vittoria. 09.09.2026

Fabio Prelati è un docente di Vittoria (RG) e come tale, ha intrapreso una corsa contro il tempo e le pastoie burocratiche per affrontare il problema climatico anche nelle scuole.

PETIZIONE NAZIONALE PER LA CLIMATIZZAZIONE E L’ADEGUAMENTO TERMICO DELLE SCUOLE.

Al Signor Ministro dell’Istruzione e del Merito.

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali

Alle Organizzazioni Sindacali del Comparto Istruzione e Ricerca.

In qualità di docente, ho promosso una petizione nazionale affinché venga affrontato con urgenza e in maniera strutturale il problema della climatizzazione e del microclima negli edifici scolastici italiani.
L’iniziativa nasce dalla constatazione di una situazione che, anno dopo anno, sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti: l’innalzamento delle temperature e il ripetersi di ondate di calore rendono numerose aule e ambienti scolastici inadeguati sotto il profilo del comfort termico, con ricadute sulla salute, sul benessere, sulla concentrazione e sulla qualità dell’attività didattica e lavorativa.
In qualità di docente, ho ritenuto pertanto doveroso sottoporre questa proposta all’attenzione del mondo della politica, delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali e dei diversi soggetti rappresentativi del comparto scuola, attraverso l’invio di comunicazioni e-mail e la diffusione della presente iniziativa.
La questione è stata posta all’attenzione di coloro che, a vario titolo, hanno la responsabilità di assumere decisioni e di rappresentare il personale della scuola.
Eppure, ad oggi, nonostante il tema sia di scottante attualità e le ondate di calore rendano sempre più evidente l’inadeguatezza di molte strutture scolastiche, tutto tace.
Non si registrano risposte significative né un confronto pubblico adeguato alla rilevanza della questione.
Questo silenzio appare ancora più difficile da comprendere considerando che il problema del microclima nelle scuole non riguarda un semplice aspetto di comfort, bensì condizioni che incidono direttamente sulla salute, sulla sicurezza, sulla vivibilità degli ambienti e sulla qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.
La presente petizione intende quindi sollecitare una presa di posizione concreta da parte delle istituzioni e delle rappresentanze dei lavoratori.
La climatizzazione delle scuole non può essere considerata un lusso o un intervento accessorio: deve essere considerata una questione di salute, sicurezza, dignità e qualità dell’istruzione.
PREMESSO CHE:

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha previsto, per il quadriennio 2026–2029, un impegno finanziario complessivo di 320 milioni di euro, pari a 80 milioni di euro annui, destinato alla copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie del personale della scuola, a beneficio di oltre 1,2 milioni di lavoratori tra docenti e personale ATA;
Tale rilevante impegno finanziario, destinato al personale del comparto Istruzione, evidenzia la disponibilità di risorse pubbliche significative e pone, alla luce delle emergenze che interessano quotidianamente gli edifici scolastici, una questione di priorità nell’impiego della spesa pubblica;
L’innalzamento costante delle temperature medie e il ripetersi sempre più frequente di ondate di calore rendono numerose aule scolastiche ambienti termicamente inadeguati e, in determinate circostanze, difficilmente vivibili nei mesi di maggio, giugno e settembre, nonché durante lo svolgimento degli Esami di Stato nel mese di luglio;
Le condizioni di eccessivo calore possono incidere negativamente sul benessere psicofisico, sulla capacità di concentrazione e sulla qualità dell’attività didattica, sia per gli studenti sia per il personale docente e ATA;
Il D.Lgs. 81/2008, recante il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, considera il microclima tra gli elementi da valutare nell’ambito della tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro;
La scuola deve essere considerata a tutti gli effetti un luogo nel quale devono essere garantite condizioni ambientali adeguate tanto per chi vi studia quanto per chi vi lavora;
CONSIDERATO CHE:

Garantire ambienti di studio e di lavoro termicamente idonei costituisce una precondizione fondamentale per tutelare la salute, il benessere psicofisico, la concentrazione e l’efficacia della didattica dell’intera comunità scolastica;
La disponibilità di risorse pubbliche significative impone una riflessione sulle priorità di intervento e sulla possibilità di destinare maggiori risorse alla risoluzione delle criticità strutturali degli edifici scolastici;
La somma complessiva di 320 milioni di euro, qualora fosse oggetto di una diversa destinazione o di un’apposita rimodulazione legislativa e finanziaria, rappresenterebbe una dotazione economica potenzialmente significativa per avviare un piano nazionale straordinario di adeguamento termico, raffrescamento, climatizzazione ed efficientamento energetico degli edifici scolastici;
Una disponibilità teorica di 80 milioni di euro annui consentirebbe di avviare un piano strutturale e progressivo di interventi, secondo criteri di priorità climatica, strutturale e territoriale;
La distribuzione delle risorse dovrebbe tenere conto delle differenti condizioni climatiche delle regioni italiane, delle caratteristiche degli edifici, dell’esposizione degli ambienti, delle temperature effettivamente raggiunte nelle aule e delle situazioni di maggiore criticità;
Un simile intervento potrebbe inoltre favorire l’installazione di sistemi di climatizzazione ad alta efficienza, pompe di calore, sistemi di ventilazione e ricambio dell’aria e altri interventi finalizzati al miglioramento del comfort termico e dell’efficienza energetica;
Un piano nazionale di questo tipo contribuirebbe ad affrontare una criticità ormai strutturale dell’edilizia scolastica italiana, con benefici permanenti per studenti, docenti e personale ATA;
I SOTTOSCRITTI DOCENTI E OPERATORI DELLA SCUOLA CHIEDONO:

Di valutare, anche attraverso gli opportuni interventi legislativi e finanziari, la possibilità di destinare, in tutto o in parte, le risorse previste per il quadriennio 2026–2029 alla costituzione di un fondo straordinario nazionale direttamente indirizzato all’adeguamento termico, al raffrescamento e alla climatizzazione degli edifici scolastici di ogni ordine e grado.
Di istituire un piano strutturale e progressivo per l’adeguamento termico degli edifici scolastici, con particolare attenzione alle aree del territorio nazionale maggiormente esposte alle ondate di calore e agli edifici che presentano le maggiori criticità sotto il profilo del comfort ambientale.
Di prevedere che le eventuali risorse stanziate siano distribuite alle istituzioni scolastiche sulla base di criteri oggettivi e trasparenti, tenendo conto delle condizioni climatiche del territorio, delle caratteristiche degli edifici, delle temperature raggiunte negli ambienti scolastici, dell’assenza o inadeguatezza degli impianti di raffrescamento e delle effettive condizioni di disagio termico.
L’obiettivo dovrà essere quello di consentire agli istituti di procedere con la massima celerità agli interventi necessari, evitando che le risorse vengano disperse in procedure eccessivamente lunghe o prive di una precisa finalizzazione.
Di favorire l’installazione, nelle aule e nelle aree maggiormente critiche, di sistemi di climatizzazione efficienti, pompe di calore, sistemi di ventilazione e ricambio dell’aria e ogni altra soluzione tecnologica idonea a garantire condizioni ambientali adeguate, nel rispetto dei criteri di sostenibilità energetica ed economica.
Di porre concretamente la vivibilità degli ambienti scolastici e il microclima delle aule al centro delle politiche di sicurezza e di edilizia scolastica, riconoscendo che un ambiente eccessivamente caldo può compromettere il benessere, la concentrazione e la qualità dell’attività didattica e lavorativa.
Le risorse pubbliche destinate al comparto Istruzione devono tradursi, per quanto possibile, in un beneficio strutturale, permanente e quotidiano per docenti, personale ATA e studenti.
Si chiede infine al Ministero dell’Istruzione e del Merito, agli Uffici Scolastici Regionali, alle organizzazioni sindacali e alle forze politiche di aprire un confronto concreto e urgente sulla climatizzazione degli edifici scolastici, dando finalmente una risposta a una problematica che, nonostante la sua crescente gravità, continua a ricevere un’attenzione insufficiente rispetto alla sua rilevanza.
La scuola italiana non può continuare ad affrontare le conseguenze delle ondate di calore semplicemente contando sulla capacità di adattamento di docenti, personale ATA e studenti.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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