Vittoria. 29.01.2026
Ci sono carriere che si misurano con i gradi e gli incarichi, e altre che si riconoscono soprattutto dallo spessore umano di chi li indossa. La recente nomina del Vice Questore Dr. Giovanni Arcidiacono a Primo Dirigente della Polizia di Stato rappresenta senza dubbio un traguardo di grande prestigio, ma è soprattutto l’occasione per mettere in luce le qualità di un uomo che ha sempre interpretato il ruolo di poliziotto come una missione di servizio autentica e profonda.
Funzionario di polizia dal 2006, Arcidiacono ha costruito il suo percorso professionale passo dopo passo, guidando commissariati e uffici investigativi complessi, maturando una lunga esperienza sul campo e dimostrando una naturale capacità di leadership. La sua ultima esperienza a Castrovillari, prima di Vittoria, così come gli incarichi precedenti, raccontano di un dirigente che non ha mai perso il contatto con la realtà quotidiana dei territori e delle persone che li abitano.
Nel suo percorso professionale ha lavorato a lungo al fianco del Procuratore Nicola Gratteri, un’esperienza che ha segnato profondamente il suo modo di intendere la giustizia e il senso dello Stato. Di quel periodo Arcidiacono conserva un ricordo vivo e indelebile, fatto di rigore, sacrificio e dedizione assoluta alla legalità.
L’arrivo a Vittoria, avvenuto in concomitanza con il mandato del Dott. Vincenzo Trombadore come Questore di Ragusa,oggi Dirigente Generale di P.S. ha segnato una fase importante della sua carriera. Qui Arcidiacono ha saputo distinguersi non solo come dirigente del commissariato, ma come uomo attento, riflessivo e profondamente legato al territorio. Un legame autentico, costruito con l’ascolto, la presenza costante e il rispetto delle comunità locali.
Definirlo “Poliziotto”, o “Sbirro” nel senso più alto e nobile del termine, significa riconoscere in lui una figura che unisce fermezza e umanità, intuito investigativo e moralità personale. Chi ha avuto modo di lavorare con lui ne sottolinea la correttezza, la sobrietà nei modi, la capacità e il senso dell’equilibrio e della responsabilità.
Ora, mentre si appresta a lasciare Vittoria per una nuova e prestigiosa destinazione, la promozione a Primo Dirigente arriva come il naturale riconoscimento di un percorso costruito sul merito e sulla coerenza. Ma ciò che resta, oltre gli incarichi, è l’impronta umana di un servitore dello Stato che ha sempre messo al centro le persone, prima ancora dei ruoli.
Al Dott. Giovanni Arcidiacono vanno i più sentiti auguri per una carriera che si preannuncia ancora più straordinaria, con la certezza che ovunque andrà porterà con sé lo stesso stile: quello di un uomo dello Stato, prima ancora che di un alto dirigente della polizia di Stato.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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