Vittoria. 30 maggio 2020
Con l’arrivo del Coronavirus, l’isolamento forzato e i controlli moltiplicati, il “virus” dell’ignoranza era quasi del tutto scomparso. Finita l’emergenza, torna ad assalire la città e la frazione balneare, con più vigore di prima. Anche ieri sera, nonostante le raffiche del ponente attenuavano il fetore insopportabile sprigionato dalla plastica che brucia, scatenando anche l’emissione di diossina, dannosissima per le persone, gli ignoranti sono tornati alla carica. La zona più colpita, il centro di Scoglitti, dove, proprio in piazza Cavour, nell’area antistante la chiesa della Madonna di Portosalvo, il fumo e la puzza, hanno costretto le persone che si erano sedute sulle panchine, dopo tanta astinenza, a disertare la piazza e tornare a rinchiudersi in casa.
Una situazione quella appena descritta, che le forze dell’ordine conoscono molto bene, sono infatti tantissime le persone che chiamano per segnalare la presenza di fumarole, ogni giorno e più volte al giorno, ma a quanto pare, le richieste rimangono inascoltate. Succede pertanto che, tra il fetore proveniente da una discarica situata nella zona di Passoscarparo, sulla Vittoria Comiso, e la plastica bruciata a quintali, chiunque mette il naso fuori, rischia di ammalarsi.
Tanti cittadini si rivolgono a chi può loro dare voce, in questo caso la stampa, ma tutti i tentativi, ad oggi, sono stati una inutile perdita di tempo.
Questa è una vicenda che va avanti da anni, tanto è vero che l’ex sindaco Aiello, soprattutto per quanto riguarda la zona di Passoscarparo, di cui si è occupato più volte anche il biologo Ferreri, ha segnalato, denunciato e documentato. Anche in queste occasioni, solo tempo perso e fiato sprecato.
Ma considerato che la pazienza ha un limite, e che questo limite è già stato abbondantemente raggiunto e superato, bisogna cambiare atteggiamento. Da oggi, ad ogni fumarola, seguirà una segnalazione inoltrata all’Autorità Giudiziaria, anziché con il metodo della telefonata o della denuncia, con una nota giornalistica che puntualmente sarà inviata agli uffici competenti.
Ognuno deve svolgere il proprio ruolo, e se qualcuno sottovaluta la gravità della situazione, si assume tutte le responsabilità giudiziarie del caso.
Questo è quello che possiamo fare e che facciamo volentieri, ovviamente dopo avere accertato che quanto riferito, risponde al vero.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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