Vittoria. 03.12.2025
Sicilia Nostra è un libro di Peppe Bascietto, giornalista di inchiesta, in uscita prima di Natale, edito da Aliberti.
È già disponibile in preordine presso librerie e store online.
Il libro racconta la parabola criminale di Gianfranco Stracquadaini,
uno dei dieci latitanti più pericolosi d’Italia.
Era ricercato da 18 mesi per il tentato omicidio di Roberto Di Martino.
L’autore da tempo ne seguiva le tracce attraverso fonti confidenziali e attività giornalistica.
Il latitante fu arrestato cinque giorni dopo la pubblicazione di alcune sue foto.
Quelle immagini lo ritraevano mentre faceva shopping a Vittoria.
Dopo un sequestro lampo di un ragazzino, l’autore, o per intuito, o per confidenze, indicò subito Stracquadaini.
La DDA ha poi contestato anche il sequestro di persona al latitante.
Questa nuova accusa ha confermato l’intuizione iniziale del cronista, a volte contestato perché ritenuto troppo sicuro di sé. Ma fino ad oggi, ha azzeccato.
Il libro mostra come il lavoro giornalistico possa anticipare le indagini.
Sicilia Nostra esplora un potere criminale silenzioso ma pervasivo.
Descrive una mafia che non spara, ma conquista territori ed economie.
Una mafia che penetra nella logistica, nell’agricoltura e negli affari.
Racconta l’espansione di gruppi criminali con radici in Albania.
Questa nuova mafia compra e si insinua, anziché usare la violenza diretta.
L’autore evidenzia come la criminalità stia cambiando strategia.
Le reti illecite ridisegnano equilibri economici nella Sicilia contemporanea.
Nel libro trovano spazio storie e intrecci di albanesi che si sono trasferiti a Vittoria.
E naturalmente quelle di Stracquadaini, figura centrale della narrazione.
Il testo racconta anche la scelta dell’autore di non voltarsi dall’altra parte.
Un giornalismo che disturba, espone e rompe silenzi.
La parola diventa memoria attiva e scomoda.
E la memoria diventa problema per chi vive di ombre.
Il libro mostra i rischi e le tensioni del fare il cronista investigativo.
E racconta l’etica di chi sceglie di raccontare ciò che vede.
È insieme un’inchiesta, una testimonianza e un atto civile.
Sicilia Nostra è la storia di un giornalista che non ha mai smesso di cercare la verità.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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