Vittoria. 11.09.2026
Due persone sono state arrestate nell’ambito delle indagini sull’incendio che, lo scorso luglio, aveva gravemente danneggiato il negozio di abbigliamento “Serpy” a Vittoria. Si tratta di un qiarantacinquenne, A.A. e di un trenyanoveenne, C.F.,l entrambi vittoriesi e ritenuti gravemente indiziati, allo stato delle indagini, dei reati di fabbricazione e detenzione di materiale incendiario e danneggiamento seguito da incendio.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica.
L’episodio aveva suscitato forte preoccupazione tra i residenti. Le fiamme avevano interessato il punto vendita “Serpy”, rendendo necessario un articolato intervento da parte dei Vigili del Fuoco per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area.
Fin dai primi rilievi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria avevano individuato elementi tali da far ritenere che l’incendio fosse di origine dolosa.
Le indagini, condotte dai militari dell’Aliquota Operativa del NORM, si sono concentrate in particolare sulle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Attraverso l’esame dei filmati, gli investigatori sono riusciti a ricostruire gli spostamenti dei due presunti responsabili, arrivati nei pressi dell’attività commerciale a bordo di una Fiat Panda e con il volto travisato.
L’analisi delle immagini avrebbe consentito inizialmente di identificare uno dei due soggetti, riconosciuto dagli investigatori anche grazie alle caratteristiche fisiche. Successivi accertamenti e l’incrocio con le registrazioni provenienti da altre telecamere avrebbero poi permesso di risalire anche all’identità del secondo uomo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due si sarebbero avvicinati al negozio e avrebbero collocato davanti all’ingresso un ordigno incendiario. L’esplosione e il successivo incendio avrebbero provocato ingenti danni alla parte esterna dell’esercizio commerciale, distruggendo la facciata e la vetrata d’ingresso.
Alla luce degli elementi raccolti durante l’attività investigativa, il G.I.P. del Tribunale di Ragusa ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere. Dopo le formalità di rito, i due indagati sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Ragusa.
La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Per entrambi gli arrestati vale il principio di presunzione di innocenza: le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento e, in via definitiva, in sede giudiziaria.