Vittoria. 13.11.2025
Ieri sera, in una sala convegni gremita di gente, all’interno dello spazio “fiera Emaia”, attualmente in corso, Enzo Napolitano, infermiere professionale in pensione, con l’hobby della pittura, sin da piccolo, ha presentato la sua ultima fatica letteraria su: magmatismo e immaginazione.
La prestigiosa e importante raccolta, è stata curata dall’architetto Canzonieri che con lucida e accurata analisi, ha descritto nei minimi particolari, all’attenta platea, il contenuto del volume esaltando le qualità di Napolitano, elemento questo, condiviso dai presenti. L’eclettico prof. Barbante, ha introdotto, con una sua relazione da addetto ai lavori, mentre il Sindaco Aiello, ha fatto riferimento ai contenuti del testo, chiamando in causa artisti, pittori e scrittori, del passato e attuali. L’autore, con voce rotta dalla commozione, nel suo intervento breve ma denso di significato e contenuti, ha spiegato il significato delle sue opere illustrate nel volume. Chi scrive ha tracciato l’identità dell’autore, amico da sempre, cercando di ricostruire il suo pensiero e i suoi sentimenti.
In questo testo, Enzo Napolitano, ci conduce in un viaggio intimo e riflessivo, dove l’«immaginazione» diventa motore di scoperta e riscatto. Il titolo stesso suggerisce una doppia direzione: da un lato l’atteggiamento «magnanimo», generoso, aperto allo stupore; dall’altro, il viaggio come metafora di trasformazione interiore.
La scrittura è fluida e personale, capace di alternare momenti di lirismo a riflessioni più rade e profonde. Ci troviamo davanti a pagine che non solo raccontano, ma interrogano: cosa significa immaginare, e come quel «viaggio» dentro e fuori di noi ridisegna la percezione del mondo e della propria identità. L’autore non cerca facili conclusioni, bensì accompagna il lettore in una sorta di pellegrinaggio mentale, tra ricordi, desideri, possibilità non ancora realizzate. Tra i punti di dorza del libro: il linguaggjo sobrio, ma al tempo stesso evocativo, capace di suggerire piuttosto che imporre.
Il tema del viaggio, non inteso solo come spostamento geografico, ma come apertura, esplorazione dell’immagine, dell’interiorità.
La dimensione immaginativa viene valorizzata come luogo creativo e vitale, non mero rifugio.
Chi cerca una narrazione fortemente strutturata o un’impalcatura romanzesca classica potrebbe trovare la forma del testo più libera, quasi frammentaria.
La componente autobiografica (o comunque molto centrata sullo stesso scrittore) richiede al lettore un atteggiamento ricettivo, disposto ad accogliere più che a cercare una trama esplicita.
In conclusione, Magmatismo è un libro da consigliare a chi ama avventurarsi in letture che stimolano la mente e l’anima, più che a chi desidera un intrattenimento leggero. È un invito a rallentare, a lasciarsi portare dalla forza dell’immaginazione, e a scoprire che anche il viaggio più “interno” può offrire nuovi orizzonti.