Vittoria. 12.04.2026
Con questo secondo volume: “La riviera storie di un lungomare”, l’autore, Massimo La Pegna, che ha già pubblicato altri libri, un professionista laureato in Scienze della formazione, che si occupa di sicurezza sul lavoro e formazione, felicemente sposato e padre di due figli, si muove lungo il filo della memoria, ma lo fa con una voce profondamente radicata nei luoghi e negli affetti. Massimo La Pegna costruisce una narrazione che non è soltanto un ritorno al passato, bensì un vero e proprio viaggio emotivo dentro ciò che forma un’identità: la terra, il mare e gli spazi quotidiani vissuti fin dall’infanzia. Ricordi indelebili e sempre presenti.
Il legame con la sua Sicilia non è mai generico o stereotipato. Al contrario, prende forma attraverso dettagli concreti, immagini familiari e atmosfere che restituiscono la vita di un luogo preciso. Il mare non è solo sfondo, ma presenza costante, quasi un interlocutore silenzioso che accompagna la crescita del protagonista e ne riflette gli stati d’animo. Allo stesso modo, la terra non è semplicemente origine, ma radice viva, qualcosa da cui è impossibile davvero allontanarsi.
Ancora più significativo è il rapporto con il quartiere, che emerge come microcosmo autentico e insostituibile. È lì che si sviluppano le amicizie, i primi sogni, le esperienze che segnano il passaggio all’età adulta. Le strade, le case, i piccoli rituali quotidiani diventano elementi narrativi carichi di significato, capaci di evocare una dimensione collettiva in cui il singolo si riconosce e si forma.
La scrittura riesce a rendere tutto questo con naturalezza, senza forzature nostalgiche, ma con una sensibilità che lascia spazio sia alla leggerezza dei ricordi giovanili sia alle ombre della storia e della crescita. Ne viene fuori un racconto che intreccia dimensione personale e memoria condivisa, dove ogni episodio contribuisce a rafforzare l’idea che i luoghi in cui si cresce non si abbandonano mai davvero.
In definitiva, il libro si distingue per la sua capacità di trasformare esperienze intime in qualcosa di universale, mostrando come il senso di appartenenza al mare, alla propria terra e persino al proprio quartiere, possa diventare materia narrativa viva e coinvolgente.
La scrittura, i ricordi e i sentimenti non si inventano, sono personali e variano, ma rimangono scolpiti dentro per sempre.
