Vittoria. 12.04.2026
Con questo secondo volume: “La riviera storie di un lungomare”, l’autore, Massimo La Pegna, che ha già pubblicato altri libri, un professionista laureato in Scienze della formazione, che si occupa di sicurezza sul lavoro e formazione, felicemente sposato e padre di due figli, si muove lungo il filo della memoria, ma lo fa con una voce profondamente radicata nei luoghi e negli affetti. Massimo La Pegna costruisce una narrazione che non è soltanto un ritorno al passato, bensì un vero e proprio viaggio emotivo dentro ciò che forma un’identità: la terra, il mare e gli spazi quotidiani vissuti fin dall’infanzia. Ricordi indelebili e sempre presenti.
Il legame con la sua Sicilia non è mai generico o stereotipato. Al contrario, prende forma attraverso dettagli concreti, immagini familiari e atmosfere che restituiscono la vita di un luogo preciso. Il mare non è solo sfondo, ma presenza costante, quasi un interlocutore silenzioso che accompagna la crescita del protagonista e ne riflette gli stati d’animo. Allo stesso modo, la terra non è semplicemente origine, ma radice viva, qualcosa da cui è impossibile davvero allontanarsi.
Ancora più significativo è il rapporto con il quartiere, che emerge come microcosmo autentico e insostituibile. È lì che si sviluppano le amicizie, i primi sogni, le esperienze che segnano il passaggio all’età adulta. Le strade, le case, i piccoli rituali quotidiani diventano elementi narrativi carichi di significato, capaci di evocare una dimensione collettiva in cui il singolo si riconosce e si forma.
La scrittura riesce a rendere tutto questo con naturalezza, senza forzature nostalgiche, ma con una sensibilità che lascia spazio sia alla leggerezza dei ricordi giovanili sia alle ombre della storia e della crescita. Ne viene fuori un racconto che intreccia dimensione personale e memoria condivisa, dove ogni episodio contribuisce a rafforzare l’idea che i luoghi in cui si cresce non si abbandonano mai davvero.
In definitiva, il libro si distingue per la sua capacità di trasformare esperienze intime in qualcosa di universale, mostrando come il senso di appartenenza al mare, alla propria terra e persino al proprio quartiere, possa diventare materia narrativa viva e coinvolgente.
La scrittura, i ricordi e i sentimenti non si inventano, sono personali e variano, ma rimangono scolpiti dentro per sempre.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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