Vittoria. 05.05.2026
Oggi, 5 maggio, a Vittoria si è acceso un forte dibattito sulla raccolta del secco residuo. Come spesso accade, i social si sono riempiti rapidamente di critiche, immagini e video che mostrano solo una parte di quanto successo.
È giusto raccontare i fatti, ma è ancora più importante raccontarli per intero.
Da un lato, ci sono segnalazioni e filmati che mostrano modalità di controllo dei sacchi da parte degli operatori che possono far discutere. Dall’altro, però, esistono anche evidenze, meno condivise, di conferimenti non conformi: rifiuti che, per tipologia, non rientravano affatto nel secco indifferenziato previsto dal calendario.
La realtà, quindi, non è bianca o nera. È più complessa.
E da questo momento traggo spunto dal post pubblicato da Roberta Sallemi (PD) sulla sia pagina Facebook.
Quando un rifiuto non viene ritirato, non significa automaticamente che il servizio non funzioni o che ci sia un errore da una sola parte. Significa, più spesso, che siamo dentro un percorso di cambiamento che richiede tempo, attenzione e collaborazione da parte di tutti: cittadini, operatori e Amministrazione.
Non serve cercare colpevoli a tutti i costi. Serve, invece, senso di responsabilità.
Gli operatori svolgono ogni giorno un lavoro essenziale e meritano rispetto, così come i cittadini hanno diritto a un servizio corretto e trasparente. Allo stesso tempo, è fondamentale che ciascuno faccia la propria parte, verificando con attenzione cosa viene conferito.
Trasformare una criticità in uno scontro, o peggio, in un attacco politico, non aiuta a risolvere il problema. Così come non è giusto alimentare narrazioni negative che dipingono la comunità in modo ingeneroso.
La verità va sempre rispettata. E la verità, oggi, è che c’è bisogno di maggiore equilibrio, di più consapevolezza e di un impegno condiviso.
Solo così si può migliorare davvero: riducendo il rifiuto indifferenziato, aumentando la qualità della raccolta differenziata e costruendo una città più pulita e più giusta per tutti.