Vittoria. 11.03.2026
Un sistema drogato e basato su contratti di locazione inesistenti e documentazione catastale manipolata per ottenere illegalmente la residenza anagrafica nel Comune di Vittoria, è stato scoperto dalla polizia locale al termine di una accurata e complessa indagine avviata a seguito di alcune segnalazioni provenienti dagli uffici dei servizi demografici.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il meccanismo sarebbe stato ideato e gestito da soggetti del territorio vittoriese che avrebbero organizzato l’intera operazione fraudolenta.
L’attività investigativa è stata condotta dal nucleo di polizia giudiziaria del comando di polizia Municipale di Vittoria, coordinato dal commissario Davide Noto, su direttive del comandante del corpo Filippo Pancrazi, dopo che negli uffici comunali erano state riscontrate alcune anomalie nelle richieste di iscrizione anagrafica presentate da cittadini extracomunitari.
Gli operatori dei servizi demografici avevano infatti individuato incongruenze nei documenti allegati ad alcune pratiche, facendo scattare ulteriori verifiche. Da lì è partita un’attività di controllo mirata da parte della polizia locale, estesa anche ad alcune zone periferiche ed extraurbane del territorio comunale.
Le indagini hanno permesso di accertare che per ottenere l’iscrizione nei registri anagrafici venivano presentate domande accompagnate da contratti di affitto risultati fittizi e da altra documentazione falsificata. In diversi casi i contratti erano stati formalmente registrati presso l’agenzia delle entrate e accompagnati da visure catastali modificate per far risultare una disponibilità dell’immobile che in realtà non esisteva.
I controlli effettuati sul posto hanno poi dimostrato che le persone indicate come residenti non avevano mai abitato negli immobili dichiarati. In molti casi le abitazioni risultavano occupate dai legittimi proprietari, completamente all’oscuro di quanto stava accadendo.
Chi aveva messo in piedi il sistema, secondo gli investigatori, contava probabilmente sull’assenza di controlli incrociati tra uffici comunali e organi di polizia.
Al termine delle indagini venti persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di falsità materiale.
«Questo risultato – ha dichiarato il comandante della polizia locale, Filippo Pancrazi – dimostra quanto sia importante la collaborazione tra i diversi settori dell’Amministrazione. L’attenzione dei servizi demografici e il lavoro investigativo del nucleo di polizia giudiziaria hanno consentito di portare alla luce un sistema organizzato di falsificazioni. I controlli proseguiranno per tutelare la legalità».
Sulla vicenda è intervenuto anche il Sindaco Francesco Aiello, sottolineando come «il coordinamento tra uffici e forze di controllo sia fondamentale per garantire il rispetto delle regole e la correttezza delle procedure amministrative. L’Amministrazione continuerà a rafforzare le attività di verifica per prevenire irregolarità e tutelare l’interesse pubblico».
(n.d.r)
Vicende come questa mettono in luce un aspetto che troppo spesso viene ignorato nel dibattito pubblico: dietro molti casi di residenze fittizie e contratti di locazione falsi non ci sono solo i beneficiari finali, ma anche chi, consapevolmente o meno, mette a disposizione immobili, documenti o prestanome per rendere possibile il sistema.
Non di rado sono proprio alcuni di questi soggetti – proprietari o intermediari – a essere tra i primi a puntare il dito contro l’Amministrazione comunale, le forze dell’ordine e gli stranieri, accusando i primi due soggetti di scarsi controlli. Eppure, senza la disponibilità di chi presta immobili, contratti o documentazione, molte di queste irregolarità semplicemente non potrebbero esistere.
Per questo la lotta alle residenze fittizie non può riguardare solo i controlli istituzionali, ma anche una maggiore responsabilità da parte di chi, sul territorio, contribuisce – direttamente o indirettamente – ad alimentare questi meccanismi.