Vittoria. 28 luglio 2023 – Tanti anni addietro prima che lasciassi il quotidiano “La Sicilia”, ho pubblicato un mio articolo il cui contenuto era particolarmente pungente e aggressivo nei confronti della politica locale dell’epoca. Mi corre l’obbligo di ricordare a chi mi legge, che sono diventato giornalista nel 1981, dopo 27 mesi di pratica al “Giornale di Sicilia” pubblicando quasi esclusivamente articoli di cronaca nera e giudiziaria, quasi mai ho scritto di sport e di politica.
Per tornare a quell’articolo che suscitò tanto stupore, e, come accade spesso, lo scontro tra favorevoli e contrari, in quell’occasione mi sono spinto fino al punto di scrivere, -che l’unica volta che mio malgrado ho dovuto seguire un Consiglio comunale, avevo sentito più cattivo odore in quell’aula consiliare, che nelle sale degli obitori dei cimiteri, dove i medici legali eseguivano le autopsie ai morti ammazzati, e vi assicuro che da noi purtroppo, sono stati tantissimi.
Un collega giornalista che stimo, allora mi telefonò e mi disse: Gianni, secondo me hai esagerato un po’.
Io ho riflettuto a lungo su quella considerazione espressa dal collega e mi sono convinto che forse aveva ragione. Adesso, nonostante io non segua più la politica e le vicende che la riguardano, ivi compresi i Consigli, alla luce di quello che sta accadendo, che ha dell’incredibile ma è vero, mi devo ricredere e devo ripetere con più forza di prima, che certa politica emana cattivo odore, appesta la città e soprattutto gli incolpevoli cittadini.
A questo punto del mio editoriale, devo ancora una volta fare una precisazione; chi pensa che stia scrivendo per difendere tizio e condannare caio, o schierarmi con qualcuno, sbaglia, se volessi fare questo lo farei senza alcuna remora o timore.
Sto semplicemente cercando di difendere una città che in questo momento della sua storia, è privata di diritti essenziali per la sopravvivenza stessa dei cittadini.
Essendo un vittoriese orgoglioso di esserlo e come tale legato alla città in cui sono nato e vivo, mi sento mortificato, deluso e indignato. Se questo mio malessere dovesse offendere qualcuno, che mi denunci pure, non ho avuto paura delle minacce di chi sparava per convincere a tacere, figuratevi se posso temere rappresaglie da altri.
Come si fa ad arrivare al punto di essere l’un contro l’altro armato senza tenere conto delle vere esigenze e necessità dei vittoriesi. Come si fa a passare intere giornate ad intercettare post sui Social per sputare veleno sugli altri e ingaggiare guerre tra personaggi che vivono solo ed esclusivamente di liti, di critiche, di accuse, di maldicenze e di tutto ciò che rende il confronto, meschino e persino immorale.
Riflettete, anzi riflettiamo, io per primo, ci stiamo logorando, ci stiamo consumando, senza renderci conto che stiamo procurandoci danni irreversibili.
Vittoria non è questo che vuole, vuole una politica capace e che non si trinceri dietro cariche e incarichi ottenuti con i voti dei cittadini, per beceri interessi personali.
Se continuiamo su questa strada, potremmo persino rimpiangere il passato, segno evidente che il presente non ci soddisfa.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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