Vittoria. 26.09.2025
Una serata come tante, in un luogo isolato ma abitualmente frequentato da gruppi di giovani, si è trasformata in un incubo. Intorno alle 21:30 di ieri sera, un ragazzo è stato sequestrato da due individui armati e incappucciati. La scena, avvenuta sotto gli occhi increduli di alcuni coetanei, ha scosso profondamente la comunità locale.
Secondo le prime ricostruzioni, due Fiat Panda, una bianca e una nera, si sono avvicinate alla zona. Dalla Panda nera sono scesi due uomini con il volto coperto e armati di pistola. Hanno chiamato il ragazzo per cognome, confermando di sapere esattamente chi stessero cercando. Dopo avergli sottratto il cellulare, lasciato poi a terra, lo hanno caricato con forza sull’auto e sono fuggiti.
Testimoni presenti, ancora sotto shock, hanno raccontato che i due rapitori parlavano in italiano e hanno cercato di rassicurare gli altri presenti: “Non vi preoccupate, vogliamo solo lui”, avrebbero detto, indicando chiaramente che l’obiettivo era il giovane, figlio di un noto commerciante della città.
Le forze dell’ordine sono state allertate immediatamente e hanno avviato le indagini. L’intera area è stata transennata e si cercano indizi utili, comprese eventuali immagini dalle telecamere di videosorveglianza nei dintorni.
Vittoria, città con una lunga storia segnata da tensioni e problemi legati alla criminalità organizzata, non è nuova ad episodi inquietanti. Ma un sequestro così plateale, in un contesto urbano e davanti a numerosi testimoni, segna un salto di qualità preoccupante nella sfida alla legalità. Un precedente simile risale agli anni ’70, con il sequestro del notaio Garrasi, caso che si concluse con l’arresto dei responsabili e la liberazione dell’ostaggio.
Questa volta, però, il contesto sembra diverso. L’azione mirata e apparentemente ben pianificata lascia presagire motivazioni precise. La polizia di Stati sta vagliando tutte le piste, senza escludere alcuna ipotesi, dal regolamento di conti, al tentativo di estorsione, o un “messaggio” alla famiglia.
La comunità è attonita. Il primo cittadino, Francesco Aiello, quando ha appreso la notizia ha espresso “profondo sconcerto” e chiesto l’intervento immediato del Prefetto e del Ministero dell’Interno. “È tempo di agire”, ha detto il Sindaco “non si può più restare a guardare. Le istituzioni centrali devono intervenire con decisione. A Vittoria lo Stato deve tornare a farsi vedere e sentire”.
Anche le Associazioni di categoria, i sindacati e i rappresentanti della società civile chiedono una risposta forte: più presenza delle forze dell’ordine, controlli capillari e un impegno concreto per riportare sicurezza e fiducia tra i cittadini.
Chiunque abbia visto qualcosa o abbia informazioni utili è invitato a contattare immediatamente le forze dell’ordine.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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