Vittoria. 28 ottobre 2026
Un atto criminale quello del rapimento di un minore a scopo di estorsione, che fa tornare indietro nel tempo di decenni, quando un gruppo di tre persone, rapì e uccise dopo poche ore dal sequestro, un bambino di 4 anni: Alfredino Fuschi, figlio di un noto e stimato proprietario di un bar. L’altro sequestro che si è verificato in città, a distanza di tantissimi anni, è quello del notaio G. Battista Garrasi, liberato dopo una lunga detenzione e dopo il pagamento di un riscatto. In entrambi i casi, gli autori dei gesti criminali sono stati identificati e arrestati. Ma torniamo al sequestro lampo del minore.
Da quando il diciassettenne è stato prelevato, mentre era nei pressi della sua abitazione con alcuni amici, sono trascorse 24 ore.
La vicenda risale alla sera del 25 settembre, quando, poco prima delle 21,00 un’automobile, Fiat Panda di colore blu, risultata rubata il giorno precedente a Ragusa, è stata utilizzata per raggiungere il diciassettenne che si trovava nei pressi dell’abitazione della famiglia, in compagnia di alcuni amici.
Secondo quanto ricostruito, due persone con il volto coperto avrebbero costretto il ragazzo a salire sul veicolo,dopo averlo chiamato per nome, minacciandolo con delle armi. Successivamente, il giovane sarebbe stato trasferito in un altro luogo a bordo di una seconda Panda, questa volta di colore bianco, che attendeva a distanza. La destinazione finale era un casolare isolato e privo di energia elettrica, in contrada Fossa di Lupo, nella zona di Pedalino.
La prigionia si è conclusa la sera del 26 settembre, a circa 24 ore dal sequestro. Il ragazzo è stato lasciato per strada nei pressi del mercato ortofrutticolo, dopo essere stato trasportato a bordo di una terza Fiat Panda, di colore nero.
Una volta libero, il giovane si sarebbe diretto verso casa. Durante il tragitto ha incontrato un amico che lo ha riconosciuto e gli ha prestato aiuto, accompagnandolo al vicino commissariato di polizia di Vittoria. In quel momento, i familiari erano già impegnati con gli investigatori per seguire gli sviluppi delle ricerche.
Sul fronte giudiziario, i genitori del giovane e il ragazzo, che nel frattempo ha raggiunto la maggiore età, hanno deciso di costituirsi parte civile nel procedimento. A rappresentarli è l’avvocato Attilio Floresta, che si è affiancato all’azione della pubblica accusa. La sentenza è attesa per il prossimo 10 novembre.
Un punto rilevante riguarda la richiesta presentata dai legali degli imputati, che hanno sollecitato l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 630, comma 4, del Codice Penale. La norma contempla una specifica ipotesi legata alla liberazione della persona sequestrata senza che sia stato versato il riscatto, circostanza che potrebbe avere conseguenze sulla determinazione della pena, qualora ne ricorrano i presupposti.
Nel frattempo, per uno dei soggetti coinvolti nella vicenda, il ventitreenne B.C. difeso dall’avvocato Nunzio Valerio Palumbo, si è registrato un ulteriore sviluppo. La posizione relativa alla misura cautelare è stata stralciata dopo che la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva disposto il suo arresto.
La vicenda resta dunque al centro dell’attenzione giudiziaria, tra gli accertamenti sulle responsabilità e le valutazioni dei giudici sulle richieste avanzate dalle parti coinvolte.