Vittoria. 25 agosto 2026
Non c’è un giorno in cui a Vittoria, ma non soltanto qui, non accada un episodio che spinge i cittadini a sollecitare una più massiccia presenza delle forze dell’ordine. Ma questo non basta, così come non bastano le reiterate richieste avanzate ai ministeri competenti, dal Sindaco e dagli amministratori.
Evidentemente non è solo la nostra città a sentirsi “sola” e lo dimostra ciò che si sta verificando in una città all’estremo opposto di Vittoria: Trento.
A Trento il tema della sicurezza urbana torna al centro del dibattito con l’esperienza degli Street Tutor, volontari inseriti in un percorso regolamentato e iscritti in un apposito albo della Prefettura. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla prevenzione e alla segnalazione delle situazioni problematiche, senza sostituire le forze dell’ordine.
Un modello che potrebbe offrire spunti di riflessione anche per Vittoria, città che deve fare i conti con problemi di sicurezza e con organici delle forze dell’ordine che, in alcune circostanze, risultano insufficienti rispetto alle esigenze del territorio. In questo contesto, una presenza aggiuntiva e responsabile di cittadini volontari potrebbe rappresentare un supporto, purché il loro ruolo sia rigorosamente limitato all’osservazione e alla segnalazione.
Il confronto nasce anche dalle discussioni politiche sulle cosiddette ronde. Il punto, però, è distinguere nettamente tra attività di volontariato organizzate e controllate dalle istituzioni e iniziative spontanee di gruppi di cittadini che decidano autonomamente di pattugliare le strade. Queste ultime possono creare rischi, soprattutto quando la percezione di una minaccia porta a interventi improvvisati o a confronti diretti con persone ritenute sospette.
A Vittoria si potrebbe quindi ragionare, senza trasformare queste iniziative in strumenti di contrasto alla criminalità, su una forma di presenza civica moderata ma attenta. Cittadini adeguatamente formati potrebbero percorrere alcune zone della città e limitarsi a osservare ciò che accade, segnalando alle autorità competenti movimenti sospetti, situazioni anomale, danneggiamenti, illuminazione carente, aree particolarmente degradate o altre circostanze che meritino una verifica.
Gli Street Tutor, secondo quanto riportato nell’articolo, vengono formati e inseriti in un sistema coordinato con le istituzioni. Il loro compito non è intervenire con la forza, effettuare controlli o sostituirsi alla polizia, ma osservare, contribuire alla prevenzione e segnalare eventuali situazioni di pericolo agli operatori competenti.
È un’impostazione importante perché la sicurezza non può essere affidata alla contrapposizione tra cittadini e presunti responsabili di reati. In presenza di comportamenti violenti o di situazioni potenzialmente pericolose, il riferimento deve rimanere nelle forze dell’ordine e nei servizi pubblici preposti all’intervento.
La partecipazione dei cittadini può quindi avere un valore positivo quando viene organizzata secondo regole chiare, con adeguata formazione e con una precisa delimitazione delle responsabilità. Il volontariato può aiutare a presidiare il territorio e a rafforzare la presenza sociale, ma non deve trasformarsi in giustizia privata.
Anche il sindaco di Trento, richiamato nell’articolo, sottolinea la necessità di un coordinamento con le istituzioni. È proprio questo il principio da salvaguardare: maggiore attenzione al territorio, collaborazione tra cittadini e autorità e prevenzione dei comportamenti a rischio, evitando iniziative autonome che possano degenerare in intimidazioni, aggressioni o interventi fuori dalla legge.
Per Vittoria, dunque, l’eventuale discussione sulle “ronde” dovrebbe partire da un presupposto preciso: non creare cittadini-poliziotto, ma cittadini-osservatori. Una rete organizzata di volontari potrebbe contribuire a tenere maggiormente sotto osservazione le strade urbane e a fornire tempestivamente alle autorità informazioni su anomalie e situazioni che altrimenti potrebbero non essere immediatamente intercettate.
La sicurezza urbana, in definitiva, non si costruisce attraverso le ronde abusive né attraverso lo scontro. Si costruisce con prevenzione, presenza sul territorio, servizi efficienti, organici adeguati delle forze dell’ordine, collaborazione con le istituzioni e strumenti di volontariato sottoposti a regole e controlli. A Vittoria, un modello di presenza civica discreta, vigile e rispettosa della legge potrebbe essere valutato proprio come complemento, e mai come sostituzione, dell’attività delle forze dell’ordine.
A tal proposito aggiungo che l’avvocato Francesco Lucifora, professionista serio e impegnato, dalle informazioni in mio possesso, sarebbe stato più volte contattato da diverse persone che sarebbero disponibili ad attivarsi per la costituzione di un comitato cittadino e dare vita ad una iniziativa con le stesse caratteristiche di quella trentina.