Vittoria. 15 settembre 2025
Vittoria, la città chiede aiuto: organici delle forze dell’ordine ridotti e movida fuori controllo. Il grido d’allarme del Sindaco resta inascoltato, mentre in altri centri della stessa provincia con criticità minori, si interviene. Nel frattempo giornalmente il primo cittadino viene accusato di non intervenire per risolvere i problemi; ma come?
Vittoria è una delle città più popolose e dinamiche della provincia di Ragusa, oltre ai suoi settantamila abitanti, non si riesce a stabilire quante etnie ci siano, una città che sta attraversando una fase critica dal punto di vista della sicurezza pubblica. Le strade del centro e le aree della movida notturna si stanno trasformando sempre più in zone di anarchia, con episodi frequenti di vandalismo, risse, schiamazzi, gimkane con ogni mezzo intrecciate tra i passanti e perfino aggressioni nei confronti di chi si permette di intervenire anche solo con un invito ad utilizzare comportamenti più civili. Un clima di crescente insicurezza che pesa sui cittadini, sui commercianti e sulle famiglie. A farne le spese è anche l’immagine di una città che merita molto di più.
A rendere il quadro ancora più allarmante è la cronica carenza di organico nelle forze dell’ordine. Polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, operano con numeri drammaticamente insufficienti rispetto alle reali esigenze del territorio, tanto è vero che spesso non si riesce ad essere presenti con uomini e donne. Turni massacranti, pattuglie ridotte all’osso e una presenza ormai simbolica nei momenti più critici, soprattutto nei fine settimana, rendono di fatto impossibile garantire un controllo capillare e tempestivo.
Il Sindaco, da mesi, lancia appelli accorati a Prefettura e Ministero dell’Interno, chiedendo un immediato potenziamento degli organici. Richieste che, ad oggi, sono rimaste lettera morta. «Non possiamo più tollerare questo abbandono istituzionale», ha dichiarato il primo cittadino durante una recente conferenza stampa. 《Chiediamo rinforzi, mezzi e attenzione. Vittoria non può essere lasciata sola a gestire un problema che riguarda la sicurezza pubblica e quindi l’interesse di tutti. E non mi riferisco ai rappresentanti locali delle istituzioni, perché questi sono sempre presenti, nonostante la carenza di personale.
Ma il silenzio delle istituzioni centrali continua, alimentando la frustrazione di una comunità che si sente tradita》. Intanto, in città, monta la rabbia. I residenti dei quartieri più colpiti denunciano da tempo l’impossibilità di dormire la notte per il frastuono della movida incontrollata. I commercianti, in particolare quelli del centro storico, lamentano danni alle vetrine, furti e un clima generale di insicurezza che allontana la clientela.
In molti chiedono l’intervento dell’esercito, sull’esempio di quanto accaduto in altre zone d’Italia, ivi compresa Ragusa, dove la presenza di militari ha avuto un effetto deterrente nei confronti della microcriminalità. Altri invocano maggiori investimenti nella videosorveglianza e un rafforzamento della polizia municipale.
Ma senza un piano concreto e immediato da parte dello Stato, il rischio è che Vittoria continui a scivolare verso una normalizzazione dell’illegalità diffusa, con effetti devastanti sul tessuto sociale ed economico. La legalità non può essere delegata al caso, né può dipendere dal coraggio e dalla buona volontà di pochi agenti lasciati soli a presidiare un territorio vasto e complesso.
Vittoria ha bisogno di certezze, di serenità e di una ritrovata fiducia nello Stato.