{"id":118376,"date":"2026-10-18T09:06:39","date_gmt":"2026-10-18T07:06:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italreport.it\/home\/?p=118376"},"modified":"2026-10-18T09:06:39","modified_gmt":"2026-10-18T07:06:39","slug":"roma-leconomia-sommersa-non-si-ferma-il-lavoro-nero-vale-miliardi-e-indebolisce-lo-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italreport.it\/home\/roma-leconomia-sommersa-non-si-ferma-il-lavoro-nero-vale-miliardi-e-indebolisce-lo-stato\/","title":{"rendered":"Roma. L&#8217;economia sommersa non si ferma il lavoro nero vale miliardi e indebolisce lo stato."},"content":{"rendered":"<p>Italia &#8211; l\u2019economia sommersa non si ferma:  lavoro nero vale miliardi e indebolisce lo Stato.<br \/>\nIniltervenire \u00e8 necessario e urgente.<\/p>\n<p>Fonte: repubblica.it &#8211; intervista al Magistrato Bruno Giordano<\/p>\n<p>Vittoria. 18.10.2026<br \/>\nOltre 218 miliardi di euro di economia non osservata, pi\u00f9 di 3,2 milioni di lavoratori irregolari e controlli insufficienti. I dati Istat riportano al centro una questione cruciale: senza verifiche efficaci e continuative, evasione fiscale e sfruttamento rischiano di diventare un vantaggio competitivo per chi non rispetta le regole.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul lavoro, stabilisce l\u2019articolo 1 della Costituzione. Ma accanto all\u2019occupazione regolare, tutelata da contratti e contributi, continua a prosperare una realt\u00e0 parallela fatta di lavoro sommerso, retribuzioni fuori busta, evasione fiscale e diritti negati. Una realt\u00e0 che sottrae risorse alle casse pubbliche, penalizza le imprese rispettose della legge e lascia milioni di persone esposte a condizioni di estrema precariet\u00e0.<br \/>\nA riportare l\u2019attenzione sul fenomeno sono i dati pi\u00f9 recenti dell\u2019Istat sull\u2019economia non osservata, richiamati nell\u2019analisi di Bruno Giordano, magistrato della Corte di Cassazione, in un intervento pubblicato su Repubblica.it. I numeri descrivono un problema strutturale, che non riguarda soltanto la mancata dichiarazione dei redditi, ma investe il funzionamento del mercato del lavoro, la concorrenza e la stessa capacit\u00e0 delle istituzioni di far rispettare le norme.<br \/>\nSecondo i dati Istat relativi al 2024, il valore complessivo dell\u2019economia non osservata ha raggiunto 218,2 miliardi di euro, con un incremento del 3,9% rispetto all\u2019anno precedente. Una cifra che corrisponde a quasi un decimo del prodotto interno lordo nazionale.<br \/>\nLa parte prevalente \u00e8 rappresentata dall\u2019economia sommersa, che ammonta a 198,4 miliardi di euro. Al suo interno, il lavoro irregolare genera 80,3 miliardi, con una crescita di 3,1 miliardi rispetto al 2023. Altri 19,8 miliardi provengono invece dalle attivit\u00e0 illegali.<br \/>\nIl dato pi\u00f9 significativo riguarda proprio il lavoro non regolare, il valore aggiunto prodotto da questa componente \u00e8 aumentato del 4,6%, con una dinamica particolarmente sostenuta rispetto a quella dell\u2019economia regolare.<br \/>\nNon si tratta, dunque, di un fenomeno marginale o circoscritto a singole realt\u00e0 produttive. Il lavoro nero rappresenta una componente rilevante dell&#8217;economia nazionale e continua a espandersi, alimentato da meccanismi che rendono conveniente aggirare obblighi fiscali, contributivi e contrattuali.<br \/>\nLe stime dell\u2019Istat indicano circa 3 milioni e 277.000 lavoratori irregolari, oltre 145.000 in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente.<br \/>\nDietro questa cifra ci sono persone che possono trovarsi senza un contratto adeguato, senza contributi sufficienti per la pensione e senza una reale protezione in caso di malattia, infortunio o perdita del posto di lavoro. Il quadro comprende anche forme di irregolarit\u00e0 meno evidenti, nelle quali l\u2019attivit\u00e0 lavorativa viene dichiarata soltanto in parte, con orari sottostimati o compensi effettivi superiori a quelli registrati in busta paga.<br \/>\nIl fenomeno interessa numerosi comparti economici. Tra quelli segnalati dall\u2019Istat figurano i servizi alla persona, l\u2019agricoltura, il commercio, i trasporti, la ristorazione e altri.<br \/>\nLa dimensione effettiva del problema potrebbe inoltre essere pi\u00f9 ampia di quella indicata dalle statistiche, soprattutto considerando la variet\u00e0 dei rapporti di lavoro precari, stagionali e a tempo parziale. \u00c8 tuttavia necessario distinguere le stime ufficiali dalle eventuali ulteriori situazioni non quantificate.<br \/>\nPer Bruno Giordano, da sempre impegnato alla lotta ad ogni forma di illegalit\u00e0, il contrasto al lavoro nero non pu\u00f2 affidarsi a interventi sporadici. Occorre un sistema di vigilanza capace di operare con continuit\u00e0, accompagnato da verifiche incrociate e da un\u2019effettiva capacit\u00e0 di individuare le violazioni.<br \/>\nIl problema non consiste soltanto nell\u2019esistenza di norme, ma nella possibilit\u00e0 concreta di applicarle. Se un\u2019attivit\u00e0 economica pu\u00f2 contare sulla scarsa probabilit\u00e0 di essere sottoposta a un controllo, il rischio di sanzione pu\u00f2 trasformarsi in un costo facilmente evitabile, mentre il rispetto della legge diventa un onere per chi opera correttamente.<br \/>\nNell\u2019analisi pubblicata su Repubblica.it viene inoltre criticata la previsione, introdotta nel 2024 e richiamata nel dibattito sulle ispezioni, di un preavviso di dieci giorni per determinati controlli sul lavoro. Una simile impostazione, secondo questa lettura, rischia di ridurre l\u2019efficacia delle verifiche, un datore di lavoro informato in anticipo potrebbe avere il tempo di regolarizzare temporaneamente una situazione che, nella quotidianit\u00e0, rimane irregolare.<br \/>\nIl tema solleva una questione fondamentale: quale efficacia pu\u00f2 avere un&#8217;ispezione annunciata quando l&#8217;obiettivo \u00e8 accertare condizioni di lavoro che possono essere nascoste o modificate proprio in vista del controllo?<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunge la necessit\u00e0 di disporre di personale ispettivo sufficiente. Senza risorse umane adeguate, strumenti investigativi e coordinamento tra gli enti competenti, anche le disposizioni pi\u00f9 rigorose rischiano di rimanere solo sulla carta.<br \/>\nIl lavoro irregolare non danneggia soltanto i dipendenti. Ha conseguenze dirette anche sulle imprese che rispettano contratti, obblighi contributivi e adempimenti fiscali.<br \/>\nChi impiega personale senza dichiararlo pu\u00f2 ridurre artificialmente i costi di produzione, praticare prezzi pi\u00f9 bassi e conquistare quote di mercato a scapito dei concorrenti corretti. Si crea cos\u00ec una distorsione della concorrenza nella quale l&#8217;illegalit\u00e0 pu\u00f2 diventare un vantaggio economico.<br \/>\nIl conto, per\u00f2, non scompare. Una parte del costo viene trasferita sulla collettivit\u00e0 attraverso le minori entrate fiscali e contributive, mentre i lavoratori irregolari possono ritrovarsi privi di protezioni essenziali.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi un ulteriore aspetto, il lavoro nero pu\u00f2 intrecciarsi con l\u2019impiego di denaro non dichiarato, compensi pagati in contanti e ricavi sottratti alla contabilit\u00e0. Per ricostruire questi meccanismi non basta verificare la presenza di un contratto, occorre confrontare i dati relativi alle retribuzioni, alle presenze, ai contributi, ai ricavi aziendali e alle prestazioni effettivamente svolte.<br \/>\nPer questo, accanto agli ispettori, servono controlli coordinati e professionisti capaci di individuare e segnalare le irregolarit\u00e0, senza trasformare la consulenza in uno strumento per aggirare gli obblighi di legge.<br \/>\nUn\u2019altra criticit\u00e0 riguarda i casi in cui una persona svolge un\u2019attivit\u00e0 lavorativa non dichiarata mentre percepisce prestazioni economiche legate alla disoccupazione o alla sospensione del lavoro, come la NASPI, la cassa integrazione o l\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione agricola.<br \/>\nQuando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, queste condotte possono determinare indebite percezioni, obblighi di restituzione e conseguenze sanzionatorie, anche penali. Non tutte le situazioni sono per\u00f2 identiche, la compatibilit\u00e0 tra attivit\u00e0 lavorativa e prestazioni dipende dalle regole applicabili al singolo beneficio e dagli obblighi di comunicazione previsti.<br \/>\nIl punto centrale \u00e8 che, in presenza di una frode, il danno pu\u00f2 essere duplice, da una parte si sottraggono imposte e contributi, dall\u2019altra si ottengono risorse pubbliche senza averne diritto.<br \/>\nA questa zona grigia si aggiungono le irregolarit\u00e0 retributive e contrattuali che consentono di mascherare un rapporto di lavoro effettivamente diverso da quello formalmente dichiarato. Per contrastarle sono indispensabili verifiche puntuali, capaci di andare oltre i documenti presentati e di ricostruire la realt\u00e0 del rapporto di lavoro.<br \/>\nLe conseguenze pi\u00f9 gravi del lavoro sommerso emergono quando all&#8217;assenza di regolarit\u00e0 contrattuale si accompagna la mancanza di adeguate misure di sicurezza.<br \/>\nUn lavoratore non dichiarato pu\u00f2 avere maggiori difficolt\u00e0 a denunciare condizioni pericolose, a ottenere il riconoscimento di un infortunio o a far valere i propri diritti. Infatti, purtroppo, aumentano i casi in cui i lavoratori feriti sui luoghi di lavoro, vengono trasportati altrove e abbandonati. In contesti caratterizzati da sfruttamento e caporalato, la dipendenza economica e la paura di perdere il lavoro possono aggravare ulteriormente la vulnerabilit\u00e0.<br \/>\nIl problema si inserisce in un quadro nazionale gi\u00e0 segnato da infortuni sul lavoro, morti e malattie professionali. I dati richiamati nell&#8217;intervento di Giordano parlano di oltre mille decessi e circa 500.000 incidenti, mentre viene evidenziato anche l&#8217;incremento delle denunce di malattie professionali.<br \/>\nQuesti fenomeni non possono essere attribuiti esclusivamente al lavoro nero, ma l&#8217;irregolarit\u00e0 pu\u00f2 rendere pi\u00f9 difficile prevenire i rischi, individuare le responsabilit\u00e0 e garantire la tutela delle persone coinvolte.<br \/>\nLa sicurezza, pertanto, non \u00e8 un adempimento burocratico n\u00e9 un costo accessorio, \u00e8 una condizione essenziale del lavoro dignitoso e della legalit\u00e0 economica.<br \/>\nIl quadro delineato dai dati impone una riflessione sulle politiche adottate per contrastare l&#8217;occupazione irregolare. Semplificare gli adempimenti e sostenere le imprese pu\u00f2 essere utile, ma non pu\u00f2 tradursi in una riduzione della capacit\u00e0 di controllo dello Stato.<br \/>\nServono verifiche efficaci, personale adeguato, collaborazione tra gli organismi preposti alla vigilanza e un sistema sanzionatorio applicato con coerenza. Allo stesso tempo, \u00e8 necessario proteggere chi denuncia gli abusi e favorire l&#8217;emersione dei rapporti irregolari, evitando che i lavoratori pi\u00f9 vulnerabili siano costretti a scegliere tra la perdita del reddito e l&#8217;accettazione dello sfruttamento.<br \/>\nLa lotta all&#8217;evasione, inoltre, non pu\u00f2 concentrarsi soltanto su chi non versa le imposte. Deve affrontare anche le reti di interessi che permettono di occultare ricavi, falsificare rapporti di lavoro e beneficiare indebitamente di risorse pubbliche.<br \/>\nIl nodo sollevato da Bruno Giordano \u00e8 dunque pi\u00f9 ampio di una semplice questione fiscale: riguarda la credibilit\u00e0 delle istituzioni e l&#8217;equit\u00e0 delle regole che governano il mercato.<br \/>\nSe il lavoro irregolare continua a crescere mentre le imprese oneste sostengono integralmente i costi della legalit\u00e0, il rischio \u00e8 che si consolidi un sistema nel quale rispettare le norme diventa economicamente meno conveniente che violarle.<br \/>\nL&#8217;Italia non ha bisogno soltanto di nuove disposizioni, ma della capacit\u00e0 concreta di farle rispettare. Perch\u00e9 il lavoro possa essere davvero il fondamento della Repubblica, deve essere anche regolare, sicuro e dignitoso. Altrimenti, dietro la ricchezza prodotta, continuer\u00e0 a crescere un&#8217;economia invisibile che impoverisce le casse pubbliche, indebolisce le imprese corrette e lascia i lavoratori senza adeguate garanzie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia &#8211; l\u2019economia sommersa non si ferma: lavoro nero vale miliardi e indebolisce lo Stato. Iniltervenire \u00e8 necessario e urgente. Fonte: repubblica.it &#8211; intervista al Magistrato Bruno Giordano Vittoria. 18.10.2026 Oltre 218 miliardi di euro di economia non osservata, pi\u00f9 di 3,2 milioni di lavoratori irregolari e controlli insufficienti. 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Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera pi\u00f9 sindacalista che bancario, infatti, gi\u00e0 nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, \u00e8 Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato pi\u00f9 rappresentativo di categoria, e, inoltre, \u00e8 componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 \u00e8 corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.\u00a0 Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano \\\"specialista\\\" di cronaca nera.\u00a0 Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.\",\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/giovanni.d.gennaro.5\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.italreport.it\\\/home\\\/author\\\/giannidigennaro43\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Roma. 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Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera pi\u00f9 sindacalista che bancario, infatti, gi\u00e0 nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, \u00e8 Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato pi\u00f9 rappresentativo di categoria, e, inoltre, \u00e8 componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. 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